LEZIONE 3
I DIFENSORI VINCONO LA PARTITA |

Gli attaccanti faranno anche i gol, ma sono sicuramente i difensori a vincere la partita. Negli ultimi anni, le diverse filosofie del calcio hanno condotto indubbiamente alla produzione di un maggior numero di gol: il che si è tradotto in maggior spettacolo per il pubblico. Eppure per gli addetti ai lavori, la partita perfetta è quella che finisce 0 – 0. Perché? La risposta è semplice: le reti inviolate significano la pressoché totale assenza di errori nella fase difensiva.

Del resto, una forte organizzazione difensiva sta alla squadra come delle solide fondamenta stanno alla casa. La nostra tradizione ci insegna che spesso il motto primo non prenderne” paga: non a caso, negli ultimi anni le squadre detentrici dello scudetto sono state quelle con la miglior difesa (e non necessariamente con il miglior attacco); per questo dedichiamo un approfondimento tecnico tattico dedicato a questo reparto, così determinante sull’esito finale di una gara.

Nei settori giovanili, generalmente, chi decide di giocare in difesa, o chi viene collocato in questo ruolo, è colui che ha minori doti tecniche, o minor fantasia. Una designazione spesso errata, sia perché avere buoni palleggiatori nel reparto difensivo risulta utile per il possesso palla dell’intera squadra, si a perché è bene che imparino a difendere anche i giocatori più estrosi. Il calciatore in fase difensiva non deve essere irruento né troppo istintivo, perché potrebbe essere messo in crisi dall’avversario: deve, al contrario, essere dotato di un grande equilibrio emotivo, qualsiasi modulo tattico si chiamato a rispondere.

Nei confronti del diretto avversario, gli aspetti da insegnare e a cui dedicare maggior tempo in allenamento sono: il piazzamento, la marcatura, l’anticipo, il contrasto, il temporeggiamento. E qui di seguito andremo ad analizzarli :

Piazzamento : consiste nell’ assumere un atteggiamento tale da tenere conto della propria porta, del diretto avversario e della zona di campo in cui si trova il pallone, per ostacolare o ritardare l’ azione avversaria. Marcatura : significa avere la massima attenzione sui movimenti dell’avversario, mantenendo nei suoi confronti una distanza e una posizione opportune per impedirne e limitarne l’azione offensiva tramite un contrasto o un anticipo. Anticipo : quando il difensore interrompe un’ azione offensiva dell’avversario intervenendo sul pallone in diverse forme (calcio liberatore per liberare l’area dai pericoli, deviazione di testa o di piede, break con passaggio per la ripartenza in fase offensiva). Contrasto : consiste nel togliere il pallone all’avversario che ne è in possesso. Vi sono vari tipi di contrasto: contrasto frontale, laterale, scivolato, di spalla, da effettuare con tempismo, decisione, ma sempre cercando di mantenere il controllo dell’equilibrio per non incorrere in azione fallosa. Temporeggiamento : serve a rallentare l’azione offensiva, in particolare quando ci si trova in inferiorità numerica, per permettere una riorganizzazione difensiva della squadra.

Testo tratto dal sito www.nailik.org a cura di TheCoach